di Antonio Maria Mira. Pubblicato su Avvenire il 19 gennaio 2019.

Nuovo durissimo colpo alle azzardomafie. E la conferma dei ricchissimi affari dei clan, in particolare la ’ndrangheta, sul settore delle scommesse, e del filo diretto Calabria-Malta. Ieri sono stati sequestrati compendi societari e rapporti finanziari per un valore complessivo stimato di circa 400 milioni di euro riconducibili ad Antonio Ricci, imprenditore del settore del gambling, coinvolto nel novembre 2018 nell’operazione ‘Galassia’ condotta dalle Dda di Bari, Reggio Calabria e Catania. E indagato sempre nel capoluogo etneo nel secondo filone dell’inchiesta ‘Treni del Gol’ su un giro di partite truccate del campionato di Serie A 20132014. Assieme a lui Yorgen Fenech, il potentissimo uomo d’affari maltese accusato di essere il mandante dell’assassinio della giornalista Dafne Caruana Galizia.

L’inchiesta di un anno fa aveva accertato l’esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio nazionale ed attive nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse con i marchi ‘Planetwin365’, ‘Betaland’ e ‘Enjoybet’ le quali, in rapporto le potentissime cosche De Stefano-Tegano, Pesce-Bellocco e Piromalli, da un lato consentivano a queste ultime di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare imponenti proventi illeciti, dall’altro favorivano l’ampliamento dei propri affari e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio. Un anno fa Ricci, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere, si era reso irreperibile. Il 22 aprile, grazie a un mandato di arresto europeo, era stato catturato a Malta, dove si trovano molti dei suoi affari, ma successivamente rimesso in libertà dall’Autorità giudiziaria maltese.

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