In questa sezione troverai alcuni materiali utili ad approfondire i temi che nella nostra mappa sono solo rappresentati. Dati, numeri, concetti, relazioni e dinamiche: tutto quanto è necessario per capire come le mafie agiscono sul nostro territorio.

Si tratta di documenti liberamente scaricabili, che sono stati messi a disposizione dai diversi autori gratuitamente. Scaricali, leggili e condividili.

Mafie in Emilia Romagna

Realizzato dalle associazioni La Banda, Ad Est, Gruppo dello Zuccherificio. Si parte dal maxiprocesso Aemilia: i rapporti tra cosche, imprenditori, politici e professionisti, per come sono stanno emergendo in tribunale a Reggio Emilia e in Corte d’Appello a Bologna. Si passa poi ai focus su gioco d’azzardo e beni confiscati, con i dati più aggiornati sulla situazione comune per comune. Infine, Pandora: il vaso che sarebbe meglio non aprire. Perchè quando lo apri ci trovi dentro di tutto: mafie straniere, cosa nostra, camorra e ndrangheta, fatti e nomi – alcuni dimenticati – che abbiamo raccolto e che vi proponiamo.

Realizzato dalle associazioni Ad Est, Gruppo Dello Zuccherificio, Gap Rimini, R.E.T.E. San Marino. Tratta prevalentemente della storia della presenza delle mafie in Emilia-Romagna, con approfondimenti sui rapporti tra le cosche e la cooperazione, il traffico di droga e il ruolo della chiesa. I capitoli 1, 2 e 3 sono aggiornati al 31 dicembre 2016.

Realizzato dalle associazioni Ad Est, Gruppo Dello Zuccherificio, GAP Rimini. Tratta prevalentemente delle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post sisma 2012 e del traffico di droga, oltre a fare una panoramica storica della presenza criminale in regione.

Realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherificio. Tratta prevalentemente delle mafie straniere, traffico di droga, prostituzione, armi, edilizia e movimento terra.

Realizzato dall’Università di Bologna Giurisprudenza Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21. Tratta prevalentemente dei reati a cui è connesso il soggiorno obbligato, di infiltrazione negli appalti pubblici e di gioco d’azzardo.

Fumetto antimafia

Ritorna nella sua seconda edizione “Mafie in Emilia raccontate per ragazzi”, la nuova edizione del fumetto antimafia che racconta ai più giovani il radicamento delle mafie nella nostra regione. Da oggi, con nuove tavole e nuove pagine appena aggiornate alla luce degli sviluppo del processo Aemilia.
Come l’anno scorso, Georgia Vecchione l’ha regalato a noi e noi lo regaliamo a tutti gli insegnanti e a chi lavora con i ragazzi. Perché, come diceva Gesualdo Bufalino, la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari.

Mafie in Emilia illustrate per ragazzi

Le infografiche della banda

Queste infografiche sintetizzano alcuni dei temi di mafiesottocasa.com. Sono pensate soprattutto per i ragazzi e le scuole: scaricale e usale, come fossero tue. Se puoi, verifica i dati: noi cerchiamo di usare i più aggiornati in circolazione, ma non sempre ci è possibile.

[infografiche in corso di aggiornamento]

Direzione Nazionale Antimafia e Direzione Investigativa Antimafia

La Direzione Nazionale Antimafia è un organo della Procura generale presso la Corte di Cassazione e si occupa di fare indagini in materia di mafie italiane e straniere, narcotraffico, tratta di esseri umani, riciclaggio, appalti pubblici, misure di prevenzione patrimoniali, ecomafie e operazioni finanziarie sospette. Qui sotto trovi l’ultima relazione annuale.

Relazione DNA 2015 Emilia Romagna

Relazione DNA 2016 (pubblicata il 12.04.2017, integrale)

La Direzione Investigativa Antimafia è un organismo investigativo composta da personale specializzato della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri con il compito esclusivo di svolgere, in forma coordinata, le attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata, nonché le indagini di polizia giudiziaria relative esclusivamente a delitti di associazione mafiosa. Qui trovi tutte le relazioni semestrali pubblicate dalla Direzione Investigativa Antimafia dal 1998 in poi.

Dalle aule di giustizia

  • Processo Aemilia

Dopo sei mesi di stesura, il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Bologna Francesca Zavaglia ha depositato millequattrocento pagine di motivazioni della sentenza che ad aprile 2016 ha concluso i riti abbreviati del processo Aemilia con 58 condanne in abbreviato, 17 patteggiamenti, 12 assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione.

Motivazioni della sentenza di primo grado (riti abbreviati)

Le condanne del primo grado sono state in gran parte confermate dalla Corte d’Appello di Bologna, che il 12 settembre 2017 ha pubblicato la sentenza di secondo grado del processo Aemilia.

Motivazioni della sentenza della Corte d’Appello (riti abbreviati) – parte I

Motivazioni della sentenza della Corte d’Appello (riti abbreviati) – parte II

Motivazioni della sentenza della Corte d’Appello (riti abbreviati) – parte III

***BREAKING*** Il 31 ottobre, dopo settimane di camera di consiglio, il Tribunale di Reggio Emilia ha letto la sentenza che chiude il primo grado di giudizio per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario.

Dispositivo della sentenza di primo grado (rito ordinario)

  • Processo Black Monkey

Alcuni imputati del processo Black Monkey hanno scelto il rito abbreviato. Il giudice per le indagini preliminari Andrea Scarpa ha riconosciuto l’associazione a delinquere semplice e l’aggravante del metodo mafioso. Pubblichiamo qui le motivazioni, divise per comodità in due parti (il dispositivo con condanne e assoluzioni è alla fine del secondo file).

Motivazioni della sentenza di primo grado (riti abbreviati) – parte I

Motivazioni della sentenza di primo grado (riti abbreviati) – parte II

Il 22 febbraio 2017 il Tribunale di Bologna ha letto la sentenza con la quale ha riconosciuto l’esistenza dell’associazione mafiosa capeggiata da Nicola Rocco Femia. Notevoli anche i risarcimenti dei danni riconosciuti alle parti civili, e le ingenti confische a carico degli imputati. Trovate qui sotto il file con il dispositivo (che contiene le condanne, le pene principali e accessorie e i risarcimenti) e il file con le motivazioni complete, depositate il 19 luglio 2017.

Dispositivo della sentenza di primo grado (rito ordinario)

Motivazioni della sentenza di primo grado (rito ordinario)

  • Sentenza di assoluzione di CPL Concordia

“Gli elementi acquisiti sono insufficienti per poter affermare che vi siano state pressioni della camorra per determinare la rinuncia del consorzio Eurogas alle concessioni e favorire così la Cpl Concordia per la costruzione della rete del gas in diversi comuni del Casertano, emergendo con certezza un coinvolgimento del clan dei Casalesi soltanto in una fase successiva, quando il Bacino Campania 30 era stato già costituito e doveva quindi darsi avvio alla fase operativa”.

E’, in sintesi, quanto sostengono i giudici del Tribunale Napoli Nord (presidente Francesco Chiaromonte, giudici Luca Rossetti e Marina Napolitano) nelle motivazioni della sentenza emessa il 13 ottobre scorso che ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” i manager della cooperativa modenese Roberto Casari, difeso dagli avvocati Luigi Chiappero e Luigi Sena, Giulio Lancia, assistito dall’avvocato Bruno Larosa, e Giuseppe Cinquanta, difeso dagli avvocati Arturo ed Errico Frojo.

[fonte: Repubblica.it, edizione Napoli]

Motivazioni della sentenza (primo grado)

  • Scioglimento del comune di Brescello

Il Consiglio di Stato ha confermato, con la sentenza n. 5782 pubblicata il 7 dicembre 2017, lo scioglimento del comune di Brescello, in provincia di Reggio Emilia, primo comune emiliano-romagnolo sciolto per mafia.

Cons. Stato, n.5782/2017

Dalle istituzioni

Il Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro, durante l’audizione del 28 settembre 2010, consegna alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia la sua relazione, che anticipa il cuore del processo Aemilia quando mancavano ancora cinque anni al suo inizio.

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA_Relazione del Prefetto di Reggio Emilia (2010)

Il 26 ottobre 2016 è stato approvato dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna il progetto di legge della Giunta denominato “Testo unico per la promozione della legalità e la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”. Il Testo – 49 articoli rispetto ai 170 complessivi delle norme precedenti – riordina le misure esistenti e introduce innovazioni per promuovere la cultura della legalità, contrasto a usura e racket, controlli sugli appalti, tutela occupazionale in aziende colpite da provvedimenti giudiziari, sicurezza sul lavoro, azioni per il recupero di immobili e attività sottoposte a sequestro, azioni di prevenzione e contrasto della corruzione.

Testo Unico per la promozione della legalità – Regione Emilia-Romagna

Arriva il 28 settembre 2017 la notizia che il nuovo codice antimafia è legge. Qui trovi un riassunto con le principali novità e qui il comunicato stampa congiunto dei principali promotori della riforma.

Testo della riforma del codice antimafia

È stata approvata il 7 febbraio 2018 la Relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosy Bindi. Una fotografia della situazione delle mafie italiane e straniere in Italia e un resoconto del lavoro svolto negli ultimi cinque anni.

Relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie [2018]

Mafie, agromafie e caporalato

Da quasi quindici anni vengono denunciati fenomeni di nuovo caporalato all’interno del distretto modenese della lavorazione delle carni. Fenomeni che, nell’autunno del 2017, sono tornati alla ribalta in seguito allo sciopero ad oltranza di 128 lavoratori di due cooperative appaltatrici dell’azienda Castelfrigo. In questo articolo di Sara Donatelli, uno spaccato della situazione. Qui tutta la rassegna stampa pubblicata dalla Gazzetta di Modena sulla vicenda Castelfrigo, in continuo aggiornamento.

Alcuni consigli di lettura strumenti per farsi un’idea sulle intersezioni tra mafie e sfruttamento dei lavoratori, specialmente nel settore agricolo e alimentare:

  • Nuovo Caporalato, il sito che mappa i casi di nuovo caporalato in Emilia-Romagna. Inquietante soprattutto il caso Suincom: durante le indagini sull’omicidio di Ismail Jaouadi, dipendente di una azienda operante nel settore della macellazione carni, sarebbero emersi collegamenti tra la Suincom di Castelvetro (Modena) e i clan corleonesi.
  • Il capitolo del terzo rapporto “Agromafie e caporalato” dell’Osservatorio Placido Rizzotto di Flai-Cgil, relativo al contesto agro-zootecnico, al comparto della macellazione delle carni e alle condizioni di ingaggio e di lavoro degli stranieri, in particolare nella provincia di Modena.
  • i dati e le infografiche su agromafie e caporato dell’Osservatorio Placido Rizzotto.

Riciclaggio e finanziamento al terrorismo

L’Unità di informazione finanziaria per l’Italia è l’unità centrale nazionale con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, istituita presso la Banca d’Italia. La UIF riceve informazioni su ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo attraverso le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori; ne effettua l’analisi finanziaria e ne valuta la rilevanza ai fini dell’invio ai competenti Organi investigativi e giudiziari.

Relazione dell’Unità di Informazione finanziaria (2015)

Quaderni dell’antiriciclaggio dell’Unità di Informazione Finanziaria – Dati statistici, primo semestre 2017

Minacce agli amministratori locali

Avviso Pubblico è un’associazione di enti locali e regionali per la formazione civile contro le mafie. Ogni anno pubblica un Rapporto nel quale traccia il quadro delle minacce rivolte agli amministratori locali. Qui sotto potrai scaricare il Rapporto 2015; qui trovi invece le edizioni precedenti.

Documenti Vari

Dossier realizzato dall’Osservatorio Provinciale sulla Criminalità Organizzata della provincia di Rimini. Analizza la presenza delle mafie in regione dal 2010 al 2015.

‘Ndrangheta, Camorra e Mafia Siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)

Realizzato dalla Fondazione Libera Informazione nel 2012. Traccia un quadro sulla presenza della criminalità in regione con l’ausilio di ricerche D.I.A., Sos Impresa, Legambiente.

Dossier Emilia Libera Informazione

La pubblicazione, edita dal Servizio politiche per la sicurezza e la Polizia locale della Regione Emilia-Romagna e curata da Enzo Ciconte, esamina i comportamenti criminali di natura mafiosa in Emilia-Romagna e mette in evidenza le diversità rispetto ad altri territori – giugno 2012

Le città sicure