I SOLDI DELLA MAFIA, IL TRIBUNALE: OPACITA’ SUI FONDI DEI SOCI DELLA LG COSTRUZIONI

Di Gabriele Franzini, pubblicato su “Reggionline.com” il 20/09/2020

Un passato che si intreccia con quello di Cosa Nostra, un presente fatto anche di rapporti con imprese e imprenditori in odore di ‘ndrangheta. Ma c’è anche dell’altro dietro la decisione del Tribunale di Bologna di sottoporre a controllo giudiziale la LG Costruzioni, azienda reggiana della famiglia di Ignazio Salvo. E’ il vorticoso giro di compravendite immobiliari della vedova Salvo, Giuseppa Puma, titolare dell’83% delle quote, e il fiume di denaro di cui dispongono la donna e i due figli Luigi e Maria Salvo.
Secondo inquirenti e forze dell’ordine che hanno indagato sulla LG Costruzioni, emerge “il ruolo di cassaforte di famiglia che Giuseppa Puma avrebbe assunto dopo la morte del marito”. Procura di Bologna e Questura di Reggio sostengono che la LG è “una scatola vuota manovrata da soggetti contigui alla consorteria o di discendenza mafiosa al fine di veicolare somme di denaro sporco nel circuito della legalità”.

Dal 1990 ad oggi la sola vedova dell’imprenditore mafioso ha concluso una ventina di compravendite di immobili, oltre a un gran numero di contratti di locazione. Da dove vengono tutti questi soldi? Nel decreto del Tribunale di Bologna si legge che “permangono opacità circa le provviste di cui dispongono i soci e gli amministratori” della LG. A titolo di esempio, viene citato il caso di una donazione di crediti per un valore di 900mila euro effettuata nel maggio 2013 da Giuseppa Puma a favore della figlia Maria. “Tali movimentazioni – sostengono i giudici – depongono nel senso della sussistenza di una condotta agevolativa da parte di LG Costruzioni nei confronti dei clan“.

Continua la lettura qui.

Leggi anche

  • Tempo di bilanci: il 2020 nei processi di mafia

    Sta ormai giungendo al termine questo 2020, l’anno che ha completamente spiazzato, fermato, rallentato il mondo intero il quale ha dovuto far fronte all’avanzata sempre più veloce e violenta del Covid-19. Si tratta di un anno che ha visto e vede ancora oggi le mafie in prima linea agire, muoversi ed evolversi e in questo…

    Leggi di più

  • LA COLONIZZAZIONE ECONOMICA DELLA ‘NDRANGHETA IN EMILIA ROMAGNA

    Di Sofia Nardacchione, pubblicato su “Irpimedia” il 02/12/2020 Perché un’organizzazione criminale si infiltri e radichi nel tessuto economico legale ci sono meccanismi, azioni, schemi ben precisi. Ma non solo: ci sono professionisti, esperti, persone di contatto da un mondo all’altro: quello mafioso e quello imprenditoriale, politico ed economico. Mondi che finiscono per unirsi, confondendosi e…

    Leggi di più

  • UN MAGISTRATO AVVICINATO DAI GRANDE ARACRI E L’ASSOLUZIONE ANNUNCIATA AL BOSS NICOLINO

    Di Pietro Comito e Luana Costa, pubblicato su “Lacnews24” il 04/12/2020. Le rivelazioni del pentito Liperoti agli atti dell’inchiesta Farmabusiness. Il mammasantissima di Cutro la fece franca nel primo grado del processo Scacco Matto, ma quel clamoroso verdetto fu ribaltato grazie agli appelli. L’aggancio con il giudice che avrebbe anticipato la sentenza sarebbe stato un…

    Leggi di più

  • LA CAMORRA IN RIVIERA ROMAGNOLA: CONDANNE FINO A 20 ANNI

    Di Giuseppe Baldessarro, pubblicato su “La Repubblica” il 10/12/2020 Sono stati condannati ad oltre 120 anni di carcere complessivi le dieci persone arrestate a ottobre 2019 ritenute legate alla camorra che si erano infiltrate nel tessuto economico e sociale della Riviera romagnola. Processati con rito abbreviato, la giudice Grazia Nart ha inflitto loro pene che…

    Leggi di più