Pubblicato su Il Corriere della Calabria il 3 ottobre 2019.

Chiusa l’inchiesta “Galassia”. Accuse per la precedente proprietà del bookmaker austriaco Sks365.L’accordo sulle scommesse con il gruppo dei Martiradonna. Risvolti fiscali pesantissimi: omesse dichiarazioni al fisco per 3,8 miliardi di euro. Guai per il fondo olandese Ramphastos Investments. Che risponde: «Nessun illecito».

Cinquantuno indagati, per reati che vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso alla raccolta abusiva di scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio, fino alla concorrenza sleale. La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, come riporta Agipronews, ha notificato nelle ultime ore a 51 persone l’avviso di chiusura indagini – firmato dal pm Stefano Musolino e dal capo della Procura Giovanni Bombardieri – che conclude la fase investigativa dell’operazione “Galassia”, condotta lo scorso novembre contro le infiltrazioni mafiose nelle scommesse online.

Nel lungo elenco, l’intero vertice della precedente proprietà del bookmaker austriaco SKS365, tra cui i quattro ex azionisti di riferimento – Paolo Tavarelli, Ivana Ivanovic, Paolo Sipone e Giuseppe Decandia – oltre ai vertici del Fondo olandese Ramphastos Investments (che comprò la società nell’agosto del 2016) e ad alcuni esponenti della società maltese Oia Services. Secondo l’Antimafia di Reggio, le società austriache del gruppo Sks365 erano «di fatto attive in Italia, dapprima attraverso una stabile organizzazione costituita da almeno 2.500 Ced a marchio Planet e dal 2015, a seguito di adesione alla sanatoria, attraverso almeno 1.000 sale per la raccolta di puntate su giochi e scommesse (numero corrispondente a quelle ufficialmente sanate) – dedite all’organizzazione della gestione e della raccolta sul territorio dello Stato di puntate su giochi e scommesse». L’attività, ricorda Agipronews, era avvenuta fino al 2015 senza concessione, scrivono i magistrati, poi – in parallelo all’attività autorizzata (con il sistema del “doppio binario”) – attraverso l’intermediazione nel rapporto con il cliente da parte di master-agenti, in assenza delle concessioni prescritte dalla legge e in violazione delle norme fiscali e di quelle anti-riciclaggio.

Per continuare a leggere, clicca qui.