di Cecilia Anesi, Edoardo Anziano, Simone Olivelli e Eva Stefankova. Pubblicato il 27 novembre 2025 su Irpimedia.
Antonino Vadalà, imprenditore italiano in Slovacchia, è stato condannato per narcotraffico. Era diventato ricco grazie ai fondi Ue per l’agricoltura ed era legato con l’ufficio del primo ministro slovacco, oggi di nuovo al potere. Tutto cambia per non cambiare.
È da un anno in carcere a Reggio Calabria, Antonino Vadalà, ma a saperlo sono solo i parenti stretti. Niente notizie sui giornali, e nell’est della Slovacchia, dove viveva, qualcuno ha notato la sua mancanza soltanto da qualche mese. In Italia è un nome sconosciuto ai più, uno dei tanti condannati per traffico di droga. In Slovacchia, però, aveva fatto tremare il governo.
Nel 2018 era finito su tutti i giornali per uno scandalo che riguardava direttamente il primo ministro del Paese, Robert Fico. In comune avevano una donna. Socia d’affari di Vadalà, assistente di Fico. Un legame che suggeriva come la struttura di potere della Slovacchia sembrava essersi resa permeabile alla criminalità organizzata italiana, quella imprenditrice, quella che sposta voti. Quella che si è arricchita con i fondi europei per l’agricoltura.
Per continuare a leggere, clicca qui.



