di Sofia Nardacchione. Pubblicato su BolognaToday il 11 ottobre 2025.
Diverse sentenze del Tribunale di Bologna riconoscono gruppi criminali nigeriani come mafiosi. Per capire davvero cosa c’è dietro bisogna però andare a fondo delle strutture e stare attenti a un rischio: quello della razializzazione. Dossier ha provato a mettere insieme alcuni pezzi: i cults, la “Bibbia Verde”, lo spaccio e le faide, le presunte pratiche di cannibalismo e i riti voodoo, i legami con la criminalità organizzata italiana.
Dalla nostra osservazione e dalle testimonianze dei cittadini ci sono evidenze che gruppi organizzati di nazionalità nigeriana gestiscono lo spaccio in alcune strade del quartiere”, ha dichiarato l’assessora alla sicurezza Matilde Madrid parlando della situazione del crack in Bolognina, annunciando la consegna di un dossier in Procura con foto, testimonianze e segnalazioni raccolte nell’ultimo anno, consegnato il mese scorso dal sindaco Matteo Lepore. Dalla dichiarazione in poi, da “gruppi organizzati” si è iniziato a parlare di vere e proprie “mafie nigeriane” che gestirebbero lo spaccio nel quartiere bolognese.
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