Perchè Mafie Sotto Casa.

Questo sito nasce dalla necessità di incanalare in un percorso comune di democrazia i mille rivoli dell’antimafia che scorrono lungo la regione. Si propone come un contenitore a cui singoli e associazioni possano dare il loro contributo per aiutare la comunità a comprendere meglio il fenomeno mafioso.

Spesso quando si parla di criminalità organizzata si pensa a luoghi lontani da noi. Ma non è così: noi, la mafia, ce l’abbiamo sotto casa.

Una notizia di cronaca, se letta singolarmente, può sembrare di poca importanza. Ma se la stessa informazione viene messa in rete e inserita in un contesto più ampio, può assumere un significato diverso e diventare di grande aiuto per capire come si muove la criminalità organizzata sul territorio. E capire è necessario a contrastare. Da questa esigenza nasce Mafie Sotto Casa.

Questo sito è uno dei tanti strumenti che mettiamo a disposizione di tutti, a partire dalle scuole (se siete curiosi di conoscere gli altri progetti, ne trovi alcuni qui). Speriamo che tutti vogliano metterci del loro: la lotta alla mafia è una lotta per la democrazia e la democrazia è pienamente vissuta solo se partecipata da tutti. Se anche voi siete di questa idea e volete contribuire a sviluppare il progetto, dopo aver visitato il sito non dimenticate di passare di qui.

Benvenuti in Mafie Sotto Casa.

Chi siamo.

Siamo una banda di amici che da Piacenza a Rimini ha trovato nello stare insieme la forza, il coraggio e la passione di continuare a contrastare strada per strada e città per città la mentalità mafiosa.

Da anni, come singoli o come volontari all’interno di varie associazioni, costruiamo percorsi di legalità e contrasto alle mafie in regione. In qualunque contesto, dalla piazza gremita di gente all’oratorio di periferia, lavoriamo per trasformare in realtà i sogni di chi, per opporsi all’arroganza mafiosa, ha dovuto pagare prezzi altissimi.

Siamo quindi una banda di folli.

Ma così erano stati etichettati nel tempo, tra gli altri, Placido Rizzotto, Pippo Fava, Boris Giuliano, Peppino Impastato, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone; così sono etichettati tutt’ora Gaetano Saffioti, Giulio Cavalli, Luigi Ciotti, Giovanni Tizian, Salvatore Borsellino e tutti gli altri a cui questo lavoro è dedicato.

Hanno collaborato alla realizzazione: Gaetano Alessi, Enrico Arillo, Francesca Berni, Maurizio Berni, Claudia Casamenti, Debora Cervi, Sara Donatelli, Valentina Giunta, Gianlorenzo Ingrami, Enza Leggieri, Evelin Leva, Massimo Manzoli, Sabrina Natali, Liam O’Connor, Daniele Pinazzi, Rebecca Righi, Andrea Ronchi, Chiara Tellarini.

Hanno collaborato alla realizzazione della parte toscana: Marta Manazza, Silvia Fragalà, Giulio Biacchessi, Ludovica Cino, Debora Pedelini, Giorgio Tagliagambe, Rebecca De Luca, Letizia Martinelli, Matilde Bucca del Liceo Classico XXV Aprile di Pontedera (Pisa), Fabrizio Murè, Francesco Donnici e Giovanni Callori.