Creatura allevata da Era, moglie di Zeus, al solo scopo di uccidere Ercole, uno dei tanti figli illegittimi del suo consorte, l’Idra di Lerna appariva come un enorme serpente velenosissimo, dotato di innumerevoli teste in grado di
ricrescere una volta tagliate.

Dotata di una grande intelligenza e di un’indole diabolica, l’Idra di Lerna era in grado di uccidere un uomo con il solo respiro o con il solo contatto con le sue orme.

Se dovessimo scegliere un’immagine per descrivere la mafia emiliana sceglieremmo proprio questa figura mitologica.

Da qui, il titolo del nuovo dossier, nel quale nessuno si sorprenderà nel riconoscere molte mani, molte teste e molti cuori. Lo stile corale, che da sempre contraddistingue i dossier de La Banda, continua ad essere la cifra caratteristica di una riflessione condivisa che abbraccia province e regioni, che incrocia provenienze e professionalità e che costituisce il minimo comune multiplo di tante lotte e anche di qualche conquista.

Aprono le danze gli amici del presidio di Libera di Castelfranco Emilia, che hanno scritto la prefazione al primo capitolo, quello sui reati spia e i settori di interesse della criminalità organizzata. Il loro racconto dell’operazione “Minerva” della Guardia di Finanza, scattata il 20 gennaio 2021, fa luce sui più recenti avvenimenti che hanno coinvolto Castelfranco e non solo.

Abbiamo poi affidato alle mani esperte di Franco Zavatti della CGIL la prefazione del secondo capitolo, che fa il punto sui processi di mafia che hanno coinvolto l’Emilia Romagna. Per scriverlo abbiamo ripescato dal cappello magico anche alcuni processi “minori” che negli ultimi anni sono passati in sordina, oscurati un poco da Aemilia. Ma è
sempre il momento per far luce.

Quello sul caporalato invece è un capitolo che sa di Romagna: Franco Ronconi, del presidio di Libera di Forlì, dà il “la” per parlare di sfruttamento del lavoro, soprattutto laddove è un fenomeno collaterale alla criminalità organizzata. E come tutto ciò che è collaterale alle mafie, è assolutamente sfuggente e grigio.

Ci avviamo verso la chiusura del dossier con un altro tema “di confine” tra mafie e criminalità organizzata comune: quello dei reati ambientali. La prefazione è opera di Giovanni Pagano, avvocato e amico del presidio di Libera di Pisa. Proprio dalla Toscana, infatti, arrivano le notizie di numerose indagini in materia di ecoreati.

Infine, trovate cinque schede che abbiamo elaborato leggendo l’ultima versione della Relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia. Riassumono in modo telegrafico le più recenti operazioni che hanno riguardato, da un lato, le mafie straniere in Italia (albanese e nigeriana) e, dall’altro, le mafie italiane all’estero (in particolare in
Spagna, in Belgio e Olanda, in Francia e nel Regno Unito).

Grazie a tutti loro, e a tutti voi, per lo sforzo collettivo di apprendere e di illuminare una strada che solo insieme possiamo percorrere. Grazie infine agli amici del Collettivo FX, che ci hanno regalato questa copertina che sa di street art.

Non ci rimane che augurarvi buona lettura e, se vi va di mettere anche le vostre mani in questo dossier, vi invitiamo a dire la vostra scrivendo a mafiesottocasa@gmail.com