Per loro, il decreto emanato dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Emilia, su proposta del Direttore della Dia e successivamente integrato dall’attività dei Carabinieri di Modena all’esito dell’operazione “Aemilia”, ha disposto anche la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per un periodo di cinque anni.

Tra i beni confiscati, sparsi nelle province di Reggio Emilia, Modena, Parma, Perugia e Crotone, figurano oltre 40 immobili tra terreni e fabbricati, numerosi autoveicoli, denaro, quote societarie e compendi aziendali, oltre a imprese estere e conti bancari in Bulgaria e Romania, per i quali è stato attivato un canale di cooperazione giudiziaria con le autorità locali.

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