Mafie, Agromafie e Caporalato
Da ormai venti anni vengono denunciati fenomeni di nuovo caporalato all’interno del distretto modenese della lavorazione delle carni. Fenomeni che, nell’autunno del 2017, sono tornati alla ribalta in seguito allo sciopero ad oltranza di 128 lavoratori di due cooperative appaltatrici dell’azienda Castelfrigo. In questo articolo di Sara Donatelli, uno spaccato della situazione. Qui tutta la rassegna stampa pubblicata dalla Gazzetta di Modena sulla vicenda Castelfrigo, in continuo aggiornamento.
Alcuni consigli di lettura strumenti per farsi un’idea sulle intersezioni tra mafie e sfruttamento dei lavoratori, specialmente nel settore agricolo e alimentare:
- il report 2024 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dal quale emergono dati preoccupanti in materia di lavoro nero, interposizione fittizia di manodopera e caporalato;
- Caporalato emiliano, il dossier pubblicato da Libera Bologna che raccoglie casi, testimonianze, dati su un fenomeno che ancora troppo spesso si ritiene appartenere al Sud e a un solo settore, quello agricolo. Anche in Emilia, invece, diversi sono i casi di caporalato, a partire da quello che emerge da Aemilia, il maxi processo alla ‘ndrangheta emiliana.
- Il capitolo del terzo rapporto “Agromafie e caporalato” dell’Osservatorio Placido Rizzotto di Flai-Cgil, relativo al contesto agro-zootecnico, al comparto della macellazione delle carni e alle condizioni di ingaggio e di lavoro degli stranieri, in particolare nella provincia di Modena.
- Il rapporto di Legambiente 2008 sul caso Emilia-Romagna, che fa il punto sull’illegalità ambientale e sul ruolo della criminalità organizzata. Contiene approfondimenti sul ciclo del cemento e dei rifiuti, e i dati del decennio 1998-2008.
- I dati e le statistiche elaborate a partire dal rapporto Ecomafia 2024 di Legambiente.