Il triangolo Camorra,’Ndrangheta e Bassa

di Alberto Setti. Pubblicato su La Gazzetta di Modena il 25 gennaio 2018.

Aemilia. L’arresto del reggente Carmine Sarcone fa riemergere ulteriori conferme dei legami con le imprese modenesi.

Le indagini della Dda di Bologna e dei carabinieri di Modena sul ruolo assunto da Carmine Sarcone, il nuovo capo della ‘ndrangheta emiliana, hanno consentito di mettere a fuoco ancor meglio gli occasionali rapporti tra esponenti della malavita campana trapiantati nel modenese e della cosca reggiana, con il coinvolgimento di imprenditori modenesi. Gente in alcuni casi già chiacchierata ed “esaminata” da tempo, i cui nomi ricorrono anche in questa occasione.

“Quello è un nostro compagno”. Garantiva così, in termini perentori, un conosciuto campano trapiantato nella Bassa, considerato esponente della camorra in salsa modenese, dove vive da tempo.

Lo garantiva nientemeno che a Sarcone Gianluigi, il boss e fratello di Carmine, che dopo l’arresto – questa è l’accusa – ne ha assunto le funzioni. Ma chi è il “compagno” ? L’allora titolare di una nota ditta di costruzioni della Bassa . In questo caso la triangolazione (Camorra-‘Ndrangheta-imprese modenesi) aveva uno scopo preciso. Trovare la strada per garantirsi gli appalti della ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo. È il camorrista della Bassa a chiedere l’aiuto della cosca reggiana che fa capo ai Sarcone, dopo che quest’ultimo aveva annunciato l’intenzione di andare “da quelle parti”. “Ti devo parlare di persona – annuncia il casertano – noi con le nostre imprese non possiamo concorrere, ci serve un buon ingegnere, mi hanno incaricato di cercare una società buona…”. Insomma, proponeva l’impresa “compagna” della Bassa e cercava l’appoggio della n’drangheta. Il sodalizio pianificava nell’immediato la costruzione di un asilo, e di casette. E i carabinieri poco dopo documenteranno gli incontri di Gianluigi Sarcone e di Carmine con imprenditori e politici per provare ad insinuarsi negli appalti. Non che i rapporti tra mafie diverse fossero così convergenti. Lo stesso casertano della Bassa era stato minacciato da uno del clan reggiano di non farsi più vedere da quelle parti, dove pretendeva il pagamento di una somma cospicua. Un incidente accaduto tra Modena e Reggio, con un confronto – raccontato da un pentito – che ha sfiorato il conflitto a fuoco. E che non era piaciuto affatto ai Sarcone, che non avevano autorizzato l’uso di quei toni.

Per continuare a leggere, clicca qui.

Leggi anche

  • Mafia Brenta: arrestato Claudio D’Este

    Pubblicato su L’Ansa il 31 dicembre 2018. Operazione Mobile Venezia con Dda Trieste, deve scontare pena. E’ stato arrestato a Zagabria dalla Polizia croata, su indicazione della Squadra Mobile di Venezia e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato l’ex affiliato alla Mala del Brenta Claudio D’Este Claudio, 72 anni, su mandato di arresto…

    Leggi di più

  • Omicidio Pesaro, i pentiti di Aemilia ora hanno paura. “Lo Stato ci protegga”

    Pubblicato su Il Resto del Carlino il 28 dicembre 2018. I legali: “Sbloccare il rilascio di identità di copertura. Sono state chieste, ma nulla” Reggio Emilia, 28 dicembre 2018 – Contro di loro gli imputati di ‘Aemilia’ hanno lanciato invettive. I loro avvocati, invece, più pacatamente ma non con minore forza, hanno cercato di smontarne…

    Leggi di più

  • Pesaro, ucciso fratello di pentito di ‘ndrangheta: viveva sotto protezione del Viminale

    di Alessia Candito e Alberto Custodero. Pubblicato su Repubblica il 25 dicembre 2018. Due killer col volto coperto hanno sparato almeno 20 colpi di pistola calibro 9 contro Marcello Bruzzese che stava entrando in auto nel garage di casa. L’uomo, scampato nel 1995 a un agguato in cui morirono il padre e il cognato, era…

    Leggi di più

  • Castelfranco, casa confiscata ai Casalesi consegnata alla Finanza

    Pubblicato su La Pressa il 20 dicembre 2018. L’unità immobiliare, disposta su 3 livelli di un edificio condominiale a schiera, è stata oggetto di apposito decreto di destinazione. Un immobile sito nel Comune di Castelfranco Emilia, definitivamente confiscato nel febbraio 2013 ad un soggetto a cui è stata applicata, nel 2011, una misura di prevenzione…

    Leggi di più