Una nuova interdittiva antimafia per la Ad Logistica, azienda della famiglia De Sarlo. Si tratta del secondo provvedimento da parte dei giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Salerno nei confronti del colosso dei rifiuti come riportato dall’edizione odierna del quotidiano La Città (di Salerno) e ripreso da molte testate online.  Le origini della nuova interdittiva vanno trovate nel mese di marzo quando il Comune di Scafati e la Città metropolitana di Napoli hanno avanzato una richiesta d’informazione antimafia a Palazzo del Governo prima di stipulare dei contratti con Ad.  Il nome De Sarlo è noto in Romagna perché pochi mesi fa è diventato presidente dell’Imolese Calcio acquistando la società, ma è un nome anche noto per le vicende processuali che lo hanno coinvolto. La più datata è certamente il processo “Re Mida” scaturito dall’inchiesta del 2003 che vide coinvolti un centinaio di indagati. La tesi dei PM era che i rifiuti venissero fittiziamente lavorati in impianti situati in varie parti d’ Italia, poi sversati nelle cave in ricomposizione ambientale-paesaggistica e in terreni controllati dagli indagati in Campania. In particolare nei dintorni di Giugliano. Il tutto ripreso anche con telecamere nascoste. Gli specialisti del Noe all’epoca sostennero che i controlli incrociati avevano evidenziato che la maggior parte dei rifiuti sversati contenevano sostanze cancerogene. Dopo 18 anni di un processo incredibilmente lungo anche per le tempistiche della giustizia italiana, Antonio De Sarlo ne è uscito indenne grazie alla prescrizione.  Ma il nome di De Sarlo era salito alla cronaca anche anno scorso quando due sue aziende venivano colpite dalle prime interdittive antimafia, poi sospese nel luglio 2020 dal prefetto di Salerno che aveva, però, disposto il controllo giudiziario per un anno per la “Ad Logistica”. Dopo un anno di controllo giudiziario esso era stato cessato «con esito ampiamente positivo», come decretato dai giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Salerno, ma questa mattina la notizia della nuova interdittiva ha fatto tornare alla cronaca il nome dell’imprenditore. Ci aspettiamo che i suoi avvocati faranno immediato ricorso e che questo tema sarà in evoluzione fin dalle prossime ore, ma intanto a Imola iniziano a serpeggiare paure e timori per le sorti dell’Imolese.

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